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utto
il comune ha natura collinare, è bagnato da numerosi corsi
d'acqua a carattere perenne o torrentizio. Tra essi ricordiamo
il Tevere, che lo percorre da nord a sud fino alle gole
del Forello,
verso il Lago di Corbara, Baschi ed Orvieto, il Naia, e
l'Arnata. Molte testimonianze archeologiche collocano l'origine
di Tutere ( o Tutede) tra il V ed il III sec. a.
C. , è certo tuttavia un precedente insediamento di una
comunità di stirpe umbra. Nell'89 a. C. ottenne la cittadinanza
romana.
Subì tra il V ed il VI sec. i danni delle guerre greco-gotiche,
seguite dalle invasioni longobarde, finché, tra il 759 ed
il 760, re Desiderio e Papa Paolo I non stabilirono i confini
orientali tra il ducato di Spoleto e la contea todina, inclusa
nel Ducato di Roma. Dopo il 1000, Todi ebbe il regime feudale
e signorile, fu governata dai consoli fino al 1201, poi
dal podestà e, dal 1255, anche dal Capitano dal popolo.
In epoca
rinascimentale riuscì a sollevarsi dalle conseguenze della
peste del 1527/1528, che aveva decimato più della metà della
popolazione.
Con la riforma di Martino V entrò a far parte dello Stato
della Chiesa, mantenne questo status fino al riassetto territoriale
napoleonico, in seguito al quale divenne sede di un vastissimo
circondario, che comprendeva anche Amelia ed Orvieto fino
ad Acquapendente.
Molti dei luoghi che ne facevano parte ottennero l'autonomia
da Todi, che vide ancor più limitato il suo territorio dopo
l'Unità d'Italia.

Si dice che anticamente fu costruita su due colli, corrispondenti
ai luoghi occupati attualmente dal Tempio di San Fortunato
e della Cattedrale, originariamente separati da una profonda
vallata i cui sbocchi, orientale e occidentale, furono chiusi
dai Romani con muraglie di travertino. Todi si è sviluppata
in tre epoche successive, ciascuna delle quali testimoniata
da un cerchio di mura: il preromano, il romano e il medioevale.
Il primo, che affiora ancora in alcuni punti della città,
fu costruito con blocchi di travertino di grandi dimensioni,
sovrapposti in file ordinate, e senza malta cementizia.
L'ultimo, datato nelle cronache al 1244, in gran parte intatto
con i suoi torrioni e le tre Porte ( Romana, Amerina, Perugina)
che ne delimitavano i tre borghi medioevali, si sviluppa
per una lunghezza di quattro km. La città inserita nel terzo
cerchio di mura, ha una sup. di 23 ht, e dalla metà del
'200. È divisa in sei rioni: Nidola, Colle,Valle, Santa
Prassede, San Silvestro, Santa Maria in Camuccia. Il Parco
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