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ostruita
tra il 1408 e il 1444 su delibera dei Soprastanti
dell'Opera del Duomo. La cappella si apre sul braccio destro
del transetto, al posto della vecchia sagrestia, in corrispondenza
di quella del S.S. Corporale, costruita per custodire la
reliquia del miracolo di Bolsena intorno al 1350 nel periodo
in cui era capomastro Andrea Pisano.
a
decorazione pittorica della cappella di San Brizio, inizialmente
affidata al Beato Angelico copre un arco di tempo
compreso tra il 1447 e il 1503/4; quest'artista eseguì i
disegni di quattro spicchi della volte e, insieme agli aiuti
(Benozzo Gozzoli e Pietro di Nicola Baroni) ne dipinse
solamente due decorando anche i costoloni con motivi floreali
e vegetali e le fasce laterali con ritratti all'interno
di medaglioni.
I lavori subirono un'interruzione di circa 50 anni, poiché
l'Angelico fu richiamato in Vaticano. Dopo lunghe trattative
con vari artisti, tra cui il Perugino, nella primavera 1499
i Soprastanti stipularono un contratto con Luca Signorelli.
Portata a compimento la parte già iniziata dall'Angelico
ed eseguite le vele dell'altra campata, il pittore cortonese
ottenne l'incarico di dipingere anche le pareti.

l
ciclo parietale comprende: I fatti dell'Anticristo,
Il Finimondo, La Resurrezione della carne; L'Inferno, L'Antinferno,
La Chiamata degli Eletti, Il Paradiso. Eseguiti tra il 1500
e il 1502, i sette affreschi dei lunettoni rappresentano
il traguardo più alto dell'arte del Signorelli.
L'artista qui ha potuto mettere a frutto gli studi effettuati
sulla dinamica del corpo umano e allo stesso tempo ha potuto
"sbrigliare" la sua indole inquieta sotto la suggestione
di alcuni passi della Legenda Aurea, della Divina Commedia,
dell'Apocalisse e delle Rivelationes di Santa Brigida;
suggeritagli come fonti d'ispirazione dai consulenti iconografici
della Curia Orvietana.
'intero
ciclo pittorico illustra un tema ricorrente nell'arte
medievale trecentesca: quello del Giudizio Universale,
stabilito da alcuni teologi orvietani in collaborazione
con l'Angelico e ripreso dal Signorelli che lo sviluppa
in una serie di scene indipendenti ma unitarie con l'aggiunta
di elementi insoliti (Fatti dell'Anticristo, Finimondo).
Le nuove tematiche rientrano nel significato generale
della decorazione, di valenza escatologica, in cui, in una
cappella dedicata all'Assunzione della Vergine e in una
cattedrale piena di riferimenti eucaristici, è sottolineato
il ruolo mediatore di Maria, di Cristo, dell'Eucarestia
e della chiesa nella prospettiva di una sicura salvezza
umana.
n
un contesto storico- politico di forte crisi, di disagi
nazionali e locali (invasione francese, minaccia dei turchi,
politica di Alessandro VI, declino della città di Orvieto,
lotte intestine, peste) come il '400/'500, il terrore alimenta
visioni apocalittiche e profezie catastrofiche favorendo
anche l'attesa di un'età di profondo rinnovamento, di riscatto
umano attraverso la passione di cristo.
Seconda una delle più recenti interpretazioni, nell' escatologismo
si innesterebbe questa tematica del sacrificio divino come
metafora di salvezza, a cui alluderebbero vari soggetti
qui raffigurati (i Martiri delle vele, Pietro Parenzo, San
Faustino, alcune scene sacrificali del basamento). La supposta
identificazione di Caino nella figura recentemente venuta
alla luce sopra l'altare del Gloria, potrebbe confermare
la centralità del tema del sacrificio, da lui rappresentato
in senso negativo in contrapposizione con quello positivo
di Cristo.
ella
parte inferiore delle pareti all'interno di una finta architettura
in marmo dipinto, è inserita una decorazione a grottesche
e medaglioni raffiguranti autori classici e moderni accompagnati
da scene tratte dai loro scritti, si tratta di immagini
memorabili per il tono di grandiosità e di tragedia che
le sovrasta.

ele
Nella prima campata è rappresentato Cristo Giudice assiso
al cielo con le stimmate ed il globo terrestre. Gli Angeli
recanti i segni della Passione (o del Giudizio), gli Apostoli,
i Profeti, i Martiri, i Dottori della Chiesa, le Vergini
ed i Patriarchi completano il Collegio Giudicante. Nel Cristo
giudice e nei Profeti è ben visibile la mano del Beato Angelico
e della sua bottega in una concezione pittorica perfetta,
analitica, raffinata, attenta al dettaglio, ancora medievale.
atti
dell'Anticristo
Al centro della scena l'Anticristo dall'alto di un
piedistallo predica la falsa dottrina suggeritagli da un
demonio. Scena tra le più dibattute del ciclo dal punto
di vista iconografico ed iconologico, ha come probabili
fonti Jacopo da Varagine e Vincenzo Ferrer; tra le diverse
interpretazioni della figura dell'Anticristo ricorderemo
l'identificazione col Savonarola, i turchi, la peste nera,
Alessandro VI, il Male, Caino.
l
Finimondo
Occupa il grande arco d'ingresso della cappella componendosi
in diversi episodi, organizzati in una grandiosa visione
prospettica, ottenuta con la disposizione scalare dei personaggi.
La Sibilla sfoglia un libro di profezie annunciando il cataclisma,
mentre Davide, accanto ai profeti Enoch ed Elia, indica
gli astri che si oscurano; la luna è rossa, il sole grigio
e nero con gocce di fuoco che piovono giù. Le macerie di
un tempio ed i ruderi di una città testimoniano la forza
devastante del terremoto, mentre carcasse di navi sono trasportate
da un maremoto. Dei cherubini alla sommità dell'arco reggono
un disco col monogramma OPSM (Opera Pia Santa Maria).
In alto a sinistra angeli punitori o demoni soffiano fiamme
sull'umanità atterrita che fugge invano; tra la folla alcune
madri stringono al seno i figli per proteggerli.
a
Resurrezione della carne
Da una superficie grigia, priva di altri elementi figurativi
emergono scheletri e corpi nudi che, lottando per liberarsi
dalla terra, riacquistano le sembianze primitive nel
pieno vigore fisico di una bellezza armoniosa e giovanile,
innocente. Alcuni volgono le braccia ed i volti al cielo,
altri, in piedi, si abbracciano fraternamente e muovono
i primi passi.
In alto due grandi angeli su uno sfondo dorato suonano con
forza le trombe del giudizio. Da notare è l'interesse
"signorelliano" per la figura umana studiata dal punto di
vista anatomico, plastico che ritroviamo nell'affresco successivo
dei Dannati.
Inferno Ispirato probabilmente ai bassorilievi del
quarto pilastro della facciata del Duomo, l'affresco fortemente
drammatico raffigura tutta la disperazione dei dannati,
impegnati in una lotta feroce coi loro persecutori in un
ammasso contorto di carni livide, muscoli tesi, corpi stravolti
dal dolore e dalla bestiale esultanza per i castighi inflitti.
Al di sopra delle vittime inseguite, addentate, strangolate
dai loro carnefici campeggia la figura della meretrice dell'Apocalisse
portata in volo da demone e tradizionalmente identificata
con la donna amante del Signorelli, poi ripudiata.
sinistra è raffigurata la bocca dell'Inferno, mentre
in alto a destra tre angeli con le sciabole minacciano dannati
e demoni. Grande è l'effetto scenografico, quasi teatrale
dell'affresco dai toni aspri, sprezzanti, qui l'artista
ha raggiunto uno dei vertici del virtuosismo anatomico e
prospettico, rappresentando i dannati come un insieme di
figure nude che si accalcano una sull'altra in unna massa
compatta.
La figura umana in movimento è trattata con un'intensità
e un'estensione senza precedenti. Ispirate alle più diverse
fonti della letteratura escatologica, queste scene riportano
ad un clima prettamente medioevale, ad una concezione della
pittura come fonte di terrore per spingere lo spettatore
a cercare conforto nella chiesa.
come se d'improvviso tutte le certezze rinascimentali entrassero
precocemente in crisi e l'uomo, pur conservando la possanza
fisica, smettesse di essere nudo e indifeso, perso in una
folla in attesa che gli altri decidano della sua sorte.
ntinferno
La scena richiama indubbiamente i primi canti dell' Inferno
dantesco: sullo sfondo di monti eruttanti fuoco le anime
degli ignavi inseguono un vessillo bianco portato da un
demone, mentre Caronte si avvicina ai dannati per traghettarli.
In basso il giudice Minosse stabilisce le punizioni dei
reprobi avvolgendo la coda intorno alla cintola. due angeli,
in alto, assistono alla scena.
hiamata
degli eletti
Nella parte superiore angeli musicanti suonano liuti e zampogne;
in basso altri indicano ai beati la via per il Paradiso
indirizzandoli verso il Cristo Giudice della volta in un
ritmo ascendente di figure inginocchiate, in piedi e levate
in volo.
aradiso
La scena di grande armonia e raffinatezza è animata dai
corpi belli, eleganti dei Beati dai volti sereni, dall'espressione
dolce in un'attesa paziente, in una gioia colma di riconoscenza.
In alto angeli musicanti cospargono di fiori gli eletti.
arte
inferiore delle pareti
Sotto i lunettoni un alto zoccolo è suddiviso da pilastrini
decorati a candelabri che delimitano campi quadrati a grottesche
su fondo dorato con al centro ritratti di grandi poeti e
filosofi circondati da medaglioni monocromi con scene delle
loro opere.
artendo
dalla parete di sinistra, entrando, e proseguendo in
senso antiorario, sono raffigurati: Omero con scene tratte
dall'Iliade, Empedocle che indica la sovrastante scena del
Finimondo, Orazio circondato da scene mitologiche relative
all'Ade (con personaggi come Orfeo, Eurudice, Enea.....),
Ovidio con raffigurazioni delle Metamorfosi, Dante con immagini
della Divina Commedia (i primi undici canti del Purgatorio).
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