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ALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO

E' sorto inizialmente come palazzo papale intorno al 1257 ai tempi di Adriano VI e fu poi donato al comune divenendo così la sede del Capitano del Popolo. E' in stile romanico-gotico con elemento di influenza locale. Caratterizzato da una loggia aperta al pianterreno e di una grande salone al primo piano. In epoca recente gli architetti Paolo e Carlo Zampi su loro progetti ne eseguirono gli opportuni restauri restituendo al palazzo stesso le sue forme. Di particolare importanza artistica sono le trifore e le decorazioni che abbelliscono il Palazzo. Queste sono di una semplice ma maestosa eleganza, incorniciate da una larga fascia a scacchiera formata di dadi rilevati nel tufo.


ALAZZO DEI SETTE

Il palazzo, recentemente ristrutturato, fu costruito dopo il 1301 come sede dei Signori Sette ( che con il Capitano del Popolo governavano il comune in rappresentanza delle arti ), che ne presero possesso nel 1319. L' originale funzione per cui fu costruito ebbe brevissima durata e ben presto subì una totale perdita d' identità ( soprattutto da quando l' ufficio dei Signori Sette istituito nel 1290 e riformato nel 1313, fu definitivamente abolito dal cardinale Albornoz nel 1354 ).


Restò così sostanzialmente disabitato andando in rovina fino al XVI secolo; divenuto proprietà papale, nel 1516 Leone X rese disponibile il palazzo al comune, che concesse il suo uso come abitazione prima al Governatore, poi, dal 1532, ad Antonio da Sangallo il Giovane, occupato nei lavori del Pozzo di san Patrizio e nel restauro del palazzo comunale.

La cronologia dei restauri seguenti e le vicissitudini del palazzo si possono ricavare dalle numerose iscrizioni che rimangono incise sulle pareti e gli architravi delle porte all' interno.

A grandi linee si può così tracciare la sua storia: nel corso del '500, come già detto, fu adattato ad una funzione rappresentativa e residenziale ( é del 1567 il restauro condotto dall' architetto comunale Ippolito Scalza ); dal '600 nel piano nobile furono ospitati magistrati e ( dal 1673 ) l' Accademia dei Risvegliati; il pianterreno fu invece trasformato in carceri, con celle di isolamento all' interno della torre.

Nel 1831 vi trovò sede il Tribunale Civile Correzionale fino al 1886, anno in cui furono qui trasferiti gli uffici delle Poste e Telegrafi ( che prima si trovavano nel palazzo di fronte al Comune ). I piani superiori non hanno trovato nei secoli successivi una destinazione precisa e sono stati sede, di volta in volta, di abitazioni, una pescheria, una palestra, scuole e magazzini.

Oggi il recente restauro ha restituito dignità al palazzo che é sede di mostre, conferenze e manifestazioni. Il palazzo presenta una pianta a " L " ed é costruito al pianterreno su possenti archi e volte di tufo e su pilastri perimetrali in pietra basaltica bugnata ( nel tipico stile orvietano del '200-'300 ).

Del restauro dello Scalza del 1567 sono il consolidamento delle strutture, la sistemazione del grande portale bugnato e l' aggiunta della grande scala con loggiato in mattoni. Sempre a questa data risale l' arricchimento del piano nobile con finestre con mostre in basalto poggiate all' esterno su un marcapiano anch' esso basaltico.

Il cortile interno al pianterreno é coperto da un lucernario in ferro e vetro ( costruito per il trasferimento delle Poste ), tuttora esistente, realizzato dal fabbro orvietano Giuseppe Corsi.



ALAZZO CLEMENTINI

Nel 1567 l'architetto I. Scalza ne iniziava la costruzione ma l'opera non fu ultimata, nella facciata mancavano molte finestre del pianterreno, del primo e del secondo piano, oltre al portale e al balcone. Proprietario del monumentale palazzo fu Monaldo di Cornelio Clementini.

Nel 1912 l'edificio venne acquistato dal Comune e destinato a sede delle scuole secondarie; per il completamento della facciata bisogna aspettare il 1953, anno in cui vennero eseguiti anche il portale e il balcone sovrastante, entrambi ispirati allo stile cinquecentesco delle linee già esistenti.

Oggi la facciata si presenta suddivisa in tre ordini di finestre ed é sede del Liceo Ginnasio "F.A. Gualterio" e della Biblioteca Comunale "L. Fumi".



ALAZZO CARAVAJAL SIMONCELLI
Costruito dopo il 1540 da Caravajal-Simoncelli ( vescovo di Soana dal 1535 al 1596 ) su progetto di Ippolito Scalza. La facciata é semplice e severa, rivestita in basalto fino all' altezza del primo piano e nei piani superiori con intonaco grigio di calce e rena, sul quale spiccano le pietre scure delle finestre. Grandioso il portale e sobrio l' androne a volte sostenute da pilastri massicci.

L' ospitalità del proprietario é tuttora annunciata con grandigia nell' iscrizione spagnola della fascia sotto le finestre " Caravajal de Caravajal por comodidad de svs amigos padron " e con saggezza nell' iscrizione della porta " Portus non porta boni non mali " e dalle sentenze latine incise sui fregi delle finestre. All' interno del palazzo rimangono interessanti soffitti dipinti.