|

La
Cattedrale gotica per eccellenza. Secondo la tradizione,
il Duomo fu costruito come luogo adeguato per conservare
la reliquia del corporale, il lino sacro su cui rimase
impresso il sangue stillato quando un sacerdote boemo, incredulo
riguardo alla Transustaziazione, spezzò l'ostia durante
la messa nella vicina Bolsena.
I lavori iniziarono sotto il pontificato di Nicola IV
nel 1290 e la prima messa vi fu celebrata il 15 agosto
1297 da Bonifacio VII. Il primo costruttore di cui si hanno
notizie è il benedettino Fra Bevignate; edificò le
tre navate fino alla crociera. Sotto Giovanni Uguccione,
venne completata la crociera e l'abside.
Nel
1305, l'architetto Lorenzo Maitani rafforzò con quattro
archi rampanti i lati della crociera e con due l'abside,
in seguito assumendo la direzione dei lavori, ideò e modificò
la facciata a tre cuspidi e proseguì la costruzione del
tetto. All'interno l'impronta dell'artista rimane
visibile nella tribuna, collocata sopra le ali dei contrafforti
orientali, la cui costruzione fu terminata dopo la sua morte
avvenuta nel 1330.
Sui
muri delle navate laterali si aprono dieci cappelle con
volta a mezza cupola. Il pavimento del Duomo è in
marmo rosso di Prodo, ( paese nelle vicinanze di Orvieto)
, fu iniziato nel 1347 per essere poi completato fra il
1383 ed il 1388.Il fonte battesimale, in fondo alla
navata laterale sinistra, sotto il primo arco, fu disegnato
ed iniziato da Luca di Giovanni nel 1390 e nel 1406 il senese
Sano di Matteo completò l'opera aggiungendo una vasca monolitica
in marmo rosso, poggiante su otto leoni, il tempietto.
Di faccia al fonte battesimale, sulla parete di sinistra,
si può notare la stupenda Maestà, opera di Gentile da Fabriano
(1425).La navata centrale culmina con uno stupendo finestrone
gotico, alto 16.30 metri e largo 4.55 metri, iniziato da
Giovanni Bonino di Assisi (1325), poi terminato da Nicola
di Nuti nel 1334, la cui vetrata si compone di quarantotto
riquadri riproducenti le storie della Vergine e di Gesù,
figure di Santi, dei Dottori e degli Evangelisti.
Le pareti dell'abside presentano affreschi di scuola
orvietana eseguiti da Ugolino del Prete Ilario e Pietro
di Puccio fra il 1370 ed il 1380. Furono restaurati nel
1491 da Giacomo di Bologna e poi dal Pinturicchio e Antonio
da Viterbo detto Pastura. Tali affreschi, in parte perduti,
rappresentano nella volta la "Gloria di Maria" e nelle
pareti la "vita di Maria".
L'abside è divisa dal transetto da una grandiosa
gradinata in travertino sormontata da una balaustra in marmo
rosso scuro, opera di Ippolito Scalza al quale si deve pure
la Pietà, gruppo di quattro figure altamente espressive,
scolpite in un unico blocco marmoreo. La bella e monumentale
architettura dell'organo, situato sopra la porta
della Cappella del Corporale, dipinto poi da Cesare Nebbia
e la statua a destra della balaustra rappresentante l'Ecce
Homo del 1608, ultima opera dello Scalza.
Da notare sono anche il Cristo alla colonna, dalla
parte sinistra della balaustra, di Gabriele Mercanti (1627),
il Cristi nell'edicola a sinistra della cancellata del Corporale
e la Madonna in quella a destra di Montelupo ed infine Adamo
ed Eva nella parete opposta alla crociera rispettivamente
di Toti e di Montelupo.
I tre portali sulla facciata sono di grande effetto.
Quelli laterali terminano ad ogiva, mentre quello centrale
a tutto tondo; la strombatura ha una stupenda decorazione
che vede alternarsi una serie di colonnine con fascioni
decorativi. Nel 1970 furono sostituite le antiche porte
lignee con quelle bronzee realizzate da Emilio Greco.Nella
porta centrale, suddivisa in sei pannelli, sono raffigurate
le sette opere della Misericordia: da sinistra e dall'alto
troviamo: " Dar da bere agli assetati e da mangiare agli
affamati, Vestire gli ignudi, Alloggiare i pellegrini, Seppellire
i morti, Visitare i carcerati, Visitare gli infermi".Le
porte laterali sono caratterizzate dalla presenza di due
angeli molto grandi che sostituiscono i battenti.
|