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Sulla tavola rinascimentale c'erano cose preziose e di vario
genere. Per quanto riguarda la bontà delle pietanze era
superiore rispetto a quella del passato, dato anche
dalla varietà dei cibi.
I
banchetti venivano rallegrati da danze, musiche, giochi
e sulla tavola imbandita sontuosamente, abbondavano i "plattigi"(
piatti) di tortellini in brodo, ravioli e lasagne.
Grandi quantità di carne di maiale e , soprattutto di selvaggina,
oltre che animale da cortile ( pavoni, faggiani, lepri,
colombacce e piccioni) venivano servite dagli ufficiali
della mensa.
Le carni venivano insaporite con abbondanti spezie(
coriandolo, pepe, zenzero, chiodi di garofano..). Sulle
tavole rinascimentali , quelle dei grandi signori, spesso
faceva sfoggio un grande "pavone" con tutte le penne e la
coda a ventaglio oppure un grosso " cinghiale" che
nascondeva sotto la pelle ogni sorta di selvaggina sapientemente
preparata dai cuochi.
I menù erano molto ben articolati comprendevano:
- " un primo servizio di
credenza " gli attuali antipasti, che arrivavano fino
a 16 pietanze (es. Biscotti e vino rosso passito delle colline
umbre, Crostini di purea di fichi secchi e noci) - "
servizio di cucina" i primi comprendenti dalle 10 alle
12 pietanze ( es. Lombrichetti umbri al sugo di fegatini
e faraona, Nastroni con sugo salvagiume..) - "terzo
servizio di credenza" i secondi( es. Plattigio di oca
arrosto farcita con prugne e contorno di insalatina campagnola)
- " ultimo servizio di credenza" il dolce e la frutta
( es. Composta si frutta fresca e sorbetto di agrumi ).
Il banchetto veniva organizzato dallo "scalco" che
aveva il compito di presentare i cibi ai commensali prima
del pranzo. Accanto a questa figura c'era quella del "trinciante
"la persona addetta al taglio delle carni, arte ambitissima
a quei tempi.
I "coppieri" erano gli addetti alla mescita del vino
e dell'acqua, oltre ai " valletti" addetti al servizio della
tavola. Il loro compito era non solo quello di presentare
le singole pietanze ai commensali, ma anche di porgere l'acqua
profumata ai convitati, prima del pranzo, in bacini e caraffe
d'argento.
I
valletti sfoggiavano sfarzosi costumi soprattutto nelle
grandi cerimonie ( es. elezioni di Papi, feste di famiglie
aristocratiche , e cosi via..). Sulla tavola rinascimentale
si faceva grande sfoggio di eleganza di disegni e di piegatura.
Accanto alle " salviette" venivano posti mazzetti di fiori,
che d'inverno erano di seta, inoltre, vi erano posate d'
argento, forchette, coppe, bicchieri di vetro di Murano,
saliere di argento e " stecchi" di avorio.
La tavola era addobbata con tovaglie di lino o di
altri tessuti finemente ricamati, oggetti d'argento e d'oro.

"Crostini di pane con fichi e secchi e formaggio
fresco"
"Bocconcini di cinghiale"
"Lepre con insalatina campagnola"
"Fagiano in ciantelloni"
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