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Il primo che scrisse "qualcosa" fu un patrizio romano,
Celio Apicio, vissuto nel I° sec. d.C.
Fu dal XVI sec. che alcuni maestri di cucina incominciarono
a porre più attenzione a quello che si era soliti mangiare,
iniziarono a raccogliere ricette di varia provenienza,
iniziarono a stamparle e diffonderle, era fondamentale
per far apprezzare e conoscere il piacere della buona
cucina, nonché per far conoscere le buone maniere di
stare a tavola.

I libri di cucina giunti fino a noi sono di " anonimi",
cioè cuochi famosi che esercitavano la loro professione
presso corti imperiali o pontificie che incominciarono a
raccogliere ricette con relativi ingredienti e modi di associarli
prima di cucinarli.
Il primo in Umbria fu Simone Prudenzani ( 1387-1440)
che cominciò a descrivere con accuratezza di particolari,
i passatempi, le danze, le musiche, i giochi, le cacce che
rallegravano la vita quotidiana il tutto unito ai cibi del
tempo.
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