|


La
cittadina sorge sulle pendici del Monte Peglia , il nome
deriva da Venanzio o Venanzo, giovane soldato romano,
le cui reliquie sono custodite e venerate nella cattedrale
di Camerino.
Secondo una leggenda il giovane, transitando a
cavallo per l'Umbria e fermatosi sulle pendici del Monte
Peglia, non trovando di che dissetare sé e la sua bestia,
fece scaturire una polla d'acqua dalla viva roccia con la
punta della spada; ma il nome potrebbe derivare anche dalla
venanzite, che si trova nelle vicinanze, risulta essere
unica nel suo genere.
Le prime tracce di insediamenti umani si fanno risalire
al periodo Paleolitico: lo attestano i ritrovamenti
di manufatti in pietra, tra cui va segnalato il deposito
della breccia ossifera del Villafranchiano, che testimonia
una delle prime presenze dell'uomo in Italia e la buca del
Diavolo a San Vito.
Esteso
su un territorio di circa 170 Kmq e situato per lo più
in alta collina , ha subito nel corso di questi ultimi
anni un continuo esodo da parte dei suoi abitanti, le cui
case sono per lo più disabitate, mentre il centro urbano
ha raddoppiato la sua popolazione.
Ci sono molti ritrovamenti risalenti all'età del ferro
e del bronzo, i castellieri. Il territorio fu abitato
anche in età romana, ma il primo nucleo della cittadina
sorse probabilmente intorno all'VIII sec. quando divenne
uno dei centri fortificati sorti lungo il corridoio bizantino.
D visitare sono: la Chiesa della Madonna Liberatrice,
dove c'è un dipinto proveniente dalla scuola del Perugino.
Del castello medioevale ( XII sec. ) per la sua posizione,
fu a lungo soggetto ai Monaldeschi di Orvieto ai
quali la popolazione cercò di ribellarsi più volte; di questo
resta solamente la grande torre che domina il paese e ,
inserito negli edifici, qualche resto delle mura che un
tempo lo circondavano.
Da
San Venanzo ( 465 m. slm) si continua a salire fino alla
località di Ospedaletto, ricca di piante e riserva faunistica.La
flora del Peglia è autentica nelle aree meno accessibili
mentre appare non spontanea, artefatta nelle zone più alte,
sottoposte ad opere di rimboscamento da parte dell'uomo.
La vegetazione è composta da querceto misto: roverella,
cerro e leccio.
Dal 1976 la zona del Peglia fa parte della Comunità Montana
Monte Peglia e Selva di Meana
E' una zona particolarmente ricca di boschi, è possibile
trovare grande abbondanza di funghi, asparagi e frutti
di bosco dall'aroma e dai sapori inconfondibili, oltre
alle castagne che vengono utilizzati soprattutto
nella preparazione di dolci tradizionali.
La cucina è basata sui piatti semplici e genuini, della
civiltà contadina: tagliatelle, gnocchi e umbrichelli,
la pizza sotto il fuoco ripiena di prosciutto o maiale ed
erba soffritta; carni arrostite, selvaggina, formaggi, cinghiali
e lepri.
Questi ultimi sono cucinati in diversi modi , soprattutto
alla cacciatora dopo un'opportuna marinatura, entrano anche
nella preparazione dei sughi per le pappardelle.
|