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Il
nome del paese deriva dalla gens Vibia, una delle
tante famiglie che nel periodo del massimo splendore della
Roma repubblicana prima, e imperiale poi, formarono la splendidissima
colonia della fida Tuder lungo le valli del Tevere e del
Naia.
In epoca napoleonica il paese conobbe il periodo
del riscatto e del massimo splendore, diventando capo-cantore
amministratore di un vasto territorio compreso tra il Tevere
e Orvieto. Nel 1807-1808 costruirono il Teatro della
Concordia. Quando questo edificio venne innalzato per
volere e con l'apporto di nove famiglie locali, si volle
che già nel nome venisse ricordato il principio di fratellanza
e uguaglianza che aveva animato lo spirito francese della
rivoluzione del giacobinismo italiano.
Il
teatro è il vero gioiello della città, uno dei rari
esempi del suo genere per l'armonia e la sapienza negli
spazi scenici. E' considerato il teatro più piccolo del
mondo ed è stato recentemente restaurato, vi si svolge
una regolare programmazione teatrale annuale pubblicizzata
anche a livello nazionale.
Dopo la seconda restaurazione pontificia del 1814
Montecastello è divenuto comune, ma prima, sotto la rivoluzione
francese ebbe anche l'onore di essere a capo di vastissimo
distretto amministrativo.
Da ricordare tra le bellezze artistiche la Cappella della
Madonna delle Carceri esistente fin dal 1505; San Lorenzo
in Vibiata con i resti dell'antica abbazia romanica; le
frazioni di Madonna delle Carceri e Doglio, uno
dei castelli tuderti che delimitano il confine tra i guelfi
di Orvieto e i ghibellini di Todi.
Tra i piatti più tipici vi è la zuppa di castagne e ceci,
considerata la minestra di Natale, le patate con
le cotiche, pasta fatta a mano condita con il sugo di coniglio,
serviva per condire soprattutto gli gnocchi e le tagliatelle
della " domenica".
La carne era mangiata separatamente. Il coniglio
non era una carne molto apprezzata, perché allevarlo non
costava molto, infatti veniva spesso mangiato.
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